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Extreme Marathon

Giorgio INCANI - Martedì 19 Aprile 2011 16:59


L’Extreme Marathon Survival è sicuramente una gara che mancava a Cagliari. La giornata si presentava leggermente più fresca rispetto alla domenica precedente e tutti gli atleti un po’ infreddoliti si sono radunati al campo Coni, ignari di quello che gli aspettava. Prima della partenza un piccolo Briefing di Zanda, presidente della Survial, che ci illustra i punti salienti della gara, ed alcune raccomandazione che non si sentivano da parecchio, ma che in cuor mio come tanti atleti ce lo ripetiamo sempre: “Correte con la testa e non con le gambe”. Nulla di più vero! La gara si snoda lungo il pontile della Nato, dove un tempo attraccavano le grandi petroliere per rifornirsi di carburante dai depositi della Sella del Diavolo, e dove gentilmente la Marina Militare ci ha permesso l’ingresso quasi fosse un tempio invalicabile (qualcuno forse lo sperava!). Dal pontile si costeggia il quartiere S. Elia addentrandosi nel mercato domenicale con tutti i suoi profumi, per poi proseguire verso Calamosca. Uno sguardo alla “tecnologia da polso” e ci si rende conto che si sale e anche molto!! Le gambe incominciano ad avere un primo assaggio. La testa ci dice qualcos’altro! In fondo non erano poi tanti i chilometri dalla partenza. Abbiamo sempre ammirato quella collina sorvolandola dall’alto con l’aereo, ma vista da lì non era più una collina ma una montagna che stava crescendo; le gambe si stavano indurendo sempre di più, la gola era già arsa. Qualcuno ha azzardato a non prendersi l’acqua, incurante di quella dicitura:”gara in totale autosufficienza”. Mi sono detto: "Ecco questo è quello che si chiama Estremo! Dove non ha importanza guardare il tempo o i Km percorsi, ma ciò che importa è prefiggersi dei punti d’arrivo; quella roccia, quel promontorio, quell’atleta davanti a me. Ma quanta "Benzina" ho ancora prima di stramazzare a terra ?! O sono già come uno Zombie e non me ne rendo conto?" Ma per fortuna lungo il percorso siamo stati indirizzati bene dai Vigili Urbani, dalla protezione civile e dai Famosi City Angel’s. Una volta superata la vetta della collina, dentro la Pol Nato, comprensorio della M.M., c’era qualcosa che avrebbe fatto rabbrividire sicuramente anche i più esperti della corsa: una discesa veramente ripida quasi da vertigini, tanto che qualcuno ha chiesto aiuto per essere fermato!!! Ormai le gambe avevano superato il test ma non quello finale! Dopo la corsa lungo il litorale del Poetto sino alla torre, si doveva fare il percorso di ritorno lungo la spiaggia (che fai te ne privi?), sino a Marina piccola dove già tante persone facevano la prova costume e il desiderio di tuffarsi in mare era tanto. Le gambe ormai chiedevano pietà ed un cambio così repentino tra asfalto e sabbia ha messo a dura prova anche i più esperti . All’arrivo una folla di persone incitavano gli atleti che esausti gridavano ce l’ho fatta!! L’augurio è che questo tipo di manifestazioni possano essere riproposte nello splendido scenario di Cagliari, così da suscitare l’interesse di un numero sempre maggiore di atleti.

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