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Timi Ama Nature Race

Fabrizio ZANDA - Sabato 11 Ottobre 2014 08:01


Sin dall’appuntamento al Comune si avverte l’aria goliardica che accompagnerà la giornata grazie a Karsten che si presenta con una appariscente parrucca rosa. La location della partenza è affascinante, un bellissimo prato verde con solo un canneto a separarci dallo stagno di Notteri. Ci si ritrova con gli amici di Sestu Alessandro, Lidia, Katiusha e Monica che ci faranno compagnia durante questa gara. Bè insomma Alessandro lo abbiamo visto solo alla partenza dopodiché è andando a conquistarsi uno splendido secondo posto ed un bellissimo orologio Polar che ha promesso di usare per controllare il tempo di cottura del Panade. Purtroppo veniamo a sapere immediatamente di un cambio di programma, nel percorso non è più previsto il tanto temuto, ma sotto sotto tanto atteso passaggio in acqua. Che sia un segno di benevolenza degli organizzatori in previsione dei difficili ostacoli che avremo da superare? Noi comunque siamo pronti, Massimo reduce dalla StrongmanRun ci ha dato tutte le dritte necessarie per affrontare al meglio gli ostacoli e le ore passate davanti a Youtube ci hanno resi esperti su questo genere di gare. Prima della partenza foto di rito con grembiuli, mattarelli ed ingredienti della Panada. Ci si divide equamente i compiti, l’organizzazione della coreografia è affidata alle ragazze ed al suo fallimento a fine gara ci penseranno i ragazzi. Per quanto riguarda invece l’andamento della corsa pensando di non essere comunque competitivi decidiamo di correre tutti insieme ma anche questo proposito dopo dopo pochi metri di corsa fa la stessa fine della coreografia e si opta per correre in due gruppi dal passo omogeneo (che diventeranno tre cammin facendo). I primi ostacoli arrivano inaspettati ci accorgiamo della loro presenza dalla corsa sgraziata di chi ci precede ma non abbiamo il tempo di abituarci ai copertoni di apixedda che sono già finiti, se avessi saputo di tale eseguità sarei passato per la strada dei canadesi ed avrei contribuito alla causa. Nascosto dietro una curva viene piazzato il secondo ostacolo dove finalmente potremo mettere a frutto lo spirito di solidarietà fra i partecipanti aiutandoci a vicenda per il superamento di alcune balle di fieno le quali però, vanno a formare due semplici gradoni che vengono lasciati facilmente alle nostre spalle insieme all’illusione di trovarci davanti a qualcosa di lontanamente paragonabile alla StrongmanRun. Entriamo nello spiaggia di Porto Giunco dove ci si parano davanti alcune Bubble Balls che tentano di ostacolare la nostra corsa ma lo scontro finisce in parità mandando gambe all’aria una Bubble Girl. A poca distanza altro ostacolo, 30 mt da percorrere carponi dove le ragazze hanno potuto godere di atletici lati B maschili ed i ragazzi di rotondi lati B femminili. Davanti a me c’era Gianluigi (sigh!). Rialzandoci sulle gambe ci si apre in tutto il suo splendore la vista della spiaggia e dello stagno ed uno degli ostacoli più ostici del percorso, la sabbia. Ci si rende conto che la consistenza del bagnasciuga è più adatta alla corsa per cui formiamo un lungo serpentone davanti agli occhi dei pochi bagnanti incuriositi. Ma non abbiamo fatto i conti con l’oste, e questa volta l’oste è Gianluigi che ha corso tutta la gara con un parruccone che evidentemente gli ha sollevato eccessivamente la temperatura nella scatola cranica e non riconoscendo più compagni di squadra ed avversari ha spinto Valentino in acqua. Ne è nato uno spingi spingi generale di cui ne ha fatto le spese anche lo stesso oste spinto in acqua da Karsten. Dopo la sabbia salite e discese si susseguono verso Cava Usai e verso il faro ma ormai la competizione ha preso una piega decisamente tra il goliardico e lo scazzo per cui le arrampicate sono state affrontate tutte a passo da gitanti domenicali. Dopo una lunga discesa, dove sono costretto a rincorrere Marisa per riportarla nei ranghi della squadra, entriamo in pineta e affrontiamo il Wooden Labirinth dove come cantava Dalla “non si perderebbe neanche un bambino” , quindi eccoci in dirittura d’arrivo dove ricompattiamo il gruppo ed andiamo a tagliare il traguardo davanti a Stefano il nostro fotografo personale e ad una marea di altri fotografi come neanche nelle gare più blasonate. Ancora adesso dopo 5 giorni non riesco a star dietro a tutti i tag che mi ritrovo su facebook. Poco dopo di noi seguono gli arrivi degli altri componenti della squadra, Alberto che indeciso su quale gruppo avesse il passo più simile al suo si è ritrovato a tagliare da solo. Poco dopo il gruppone delle ragazze con Sabrina, Manuela, Michela e Giovanna sostenute durante tutto il percorso da Giuliano che proprio non ce l’ha fatta a starsene fermo al traguardo e si è unito al gruppo. Ed ancora a completare la squadra il sorriso di Ivana, Simona, Maura e Marco. Dopo le premiazioni finalmente il rinfresco organizzato dai migliori chef: Sabrina, Giovanna, Maura, Michela che insieme a fiumi di birra ci hanno coccolato e viziato con la loro cucina. Bel panorama, bel percorso e gente simpatica hanno allietato la nostra giornata. Per quanto riguarda gli ostacoli… beh speriamo in meglio il prossimo anno.

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